Domenica 30 marzo, la Comunità parrocchiale si è ritrovata al Convento di Monte alle Croci per vivere insieme un momento di ascolto, condivisione e preghiera, attorno al tema: “Diversi doni, un solo corpo in Cristo” (Ef 4,11-16).
La giornata si è svolta in un clima di grande partecipazione, con il desiderio di conoscersi sempre meglio e di trascorrere del tempo insieme, nella semplicità e nella verità. Mentre alcuni giovani della Parrocchia si prendevano cura di bambini e ragazzi, ci siamo preparati al confronto tra noi, attingendo alla Parola di Dio e lasciandoci guidare alla scoperta dei doni che ciascuno ha ricevuto dal Signore, per contribuire alla costruzione dell’unico corpo che è la Chiesa.
È stato davvero intenso e coinvolgente, poi, condividere nei gruppi di lavoro la bellezza — ma anche la complessità — dell’individuare il proprio dono, riconoscere quello dell’altro e accogliere la diversità come una ricchezza, anche all’interno della nostra comunità.
Tutto è iniziato da uno stile di confronto diverso da quello a cui siamo abituati nella vita quotidiana: basato su un ascolto autentico dell’altro e su un’attenzione sincera a cogliere il nuovo e il bello che l’altro porta con sé.
Grazie anche a questo atteggiamento, nei gruppi di lavoro si sono vissuti momenti di condivisione intima e profonda, per i quali rendiamo grazie al Signore. Momenti che ci hanno fatto toccare con mano il desiderio di ciascuno di crescere nell’unità: un’unità che non cancella la diversità, ma la accoglie come parte costitutiva ed essenziale di “quel corpo di Cristo che è uno, ma ha molte membra…” [1 Cor 12].
Condividere questa scoperta e contribuire poi alla rappresentazione visiva di un corpo — quello di Cristo — di cui tutti, proprio tutti, siamo parte, è stato per ciascuno un dono e, al tempo stesso, un impegno.
Un dono, perché accogliere la diversità e ringraziare il Signore anche per i doni degli altri non è frutto soltanto delle nostre forze, ma è opera della Grazia, a cui attingere ogni giorno, come singoli e come comunità.
Un impegno, perché nessuno può più tirarsi indietro di fronte all’invito a mettere il proprio dono a servizio degli altri, per costruire quella Chiesa che, anche grazie a noi, cresce e “…edifica se stessa nella carità” [Ef 4,16].